Nella casa brasiliana di una sacerdotessa luterana di nazionalità tedesca vengono ritrovati centonovantasette chilogrammi di oro. V’è di tutto: braccialetti, orecchini, anelli, collane, spille, insomma una vera e propria oreficeria evidentemente sporca. Tutto quell’oro infatti è frutto di furti, raggiri, inganni e truffe che la signora sacerdotessa realizzava mediante la sua attività criminale. Impartiva false benedizioni – peraltro sacrileghe – e si faceva pagare con oggetti preziosi di ogni sòrta. Rifiutava denari ma pretendeva esclusivamente pagamenti in oro. L’ignobile attività delinquenziale aveva come sede centrale Rio de Janeiro.