Nell’attacco d’Israele alle postazioni ONU ubicate in Libano v’è qualcosa di estremamente oscuro. In questi giorni gli uomini di Testudo Arietata che operano nella regione stanno tentando di capire quali sono le dinamiche e le cause che hanno portato le forze di Tel Aviv all’azione contro i militari dell’organizzazione internazionale. La vicenda è ovviamente ancóra fumosa e l’anomalia dell’operazione israeliana è sotto gli occhi di tutti. Non occorre essere specialisti in materia politico-militare per comprendere che l’azione non ha oggettivamente un significato strategico. Perché una forza armata regolare – nella fattispecie quella israeliana – dovrebbe colpire una compagine militare internazionale? Quale sarebbe la ragione politica? Tel Aviv sta conducendo il conflitto in maniera magistrale anche se talvolta pecca di superbia e ha qualche battura di arresto. Perché lo Stato giudaico dovrebbe attirarsi le ire dell’Organizzazione delle Nazioni Unite durante una guerra che sta combattendo – a parer suo – per la vita o per la morte? Perché proprio in questo momento entra nel conflitto una forza militare internazionale che sino a ora si è comportata come se non esistesse? Testudo Arietata teme che sia esattamente l’ONU a volere inasprire e allargare un conflitto già estremamente delicato. Se l’ONU riuscisse a gettare nelle fiamme i caschi blu la guerra si internazionalizzerebbe e scatterebbero tutta una serie di dinamiche nuove che nelle attuali condizioni il mondo non potrà mai vedere. Financo qualche politicante europeo che da mesi difende incondizionatamente Tel Aviv inizia a lanciare qualche flebile rimprovero al governo israeliano. O i caschi blu sono più sacri di Dio oppure l’ONU medesima desidera che il conflitto assuma un’altra forma militare ma soprattutto un’altra forma politica. Che l’Organizzazione delle Nazioni Unite stia cercando un casus belli per incrementare il volume delle ostilità? Perché se così fosse significherebbe che il crimine abita nella stanza dei bottoni internazionale. Israele ha una politica forte, ha una diplomazia di prim’ordine, ha forze armate potentissime, ha servizii segreti davvero eccezionali e commette una corbelleria di questo genere? Nemmeno un mentecatto crederebbe che Tel Aviv abbia potuto compiere un’azione così inconsulta!