Tel Aviv lancia un assalto in grande stile contro Hezbollah. L’obbiettivo è Beirut ma lo Stato giudaico non ottiene i risultati desiderati. Israele attacca con circa duecento droni ma soltanto cinque passano le difese spaziali dell’organizzazione libanese e impattano su costruzioni perlopiù fatiscenti. L’offensiva di Tel Aviv restituisce circa trenta feriti civili. La difesa dei paramilitari di Hezbollah è stata – considerate le condizioni – ottima. Israele non demorde, desidera l’annientamento dell’organizzazione musulmana ma – secondo Testudo Arietata – sta accelerando eccessivamente le operazioni belliche e sta impiegando tecniche e strategie che vanno oltre una guerra per così dire umana. A Tel Aviv, a Gerusalemme e in ogni zona d’Israele tutti si aspettano in tempi brevi una reazione dura da parte di Hezbollah. D’altra parte come non aspettarsela? Dopo un’offensiva così feroce una controffensiva è più che giustificata. Hezbollah controlla che i suoi depositi siano sempre ben riforniti e la collaborazione con Teheran continua a intensificarsi. A Beirut conoscono alla perfezione la forza militare israeliana. Israele possiede Generali di primissimo ordine.