Le due marionette spagnole che pretendono di fregiarsi di alti titoli onorifici concludono con immensa felicità la loro gita fuori porta. Le due marionette traditrici che non credono nemmeno nel ruolo che ricoprono – con l’arroganza che le contraddistingue – fanno un picnic nell’Urbe dopodiché – forse con un poco di nostalgia – dirigono verso Partenope. Forse che gli sposini siano nostalgici? Testudo Arietata non lo crede affatto. Più che nostalgici sembrano stupidi e la solita propaganda di regime macina e poi macina e infine getta tonnellate di liquame marcio nella testa del popolaccio che vive all’addiaccio. Il burattino in quanto tale possiede una grazia pari a quella di Pinocchio, la burattina – il femminile è d’obbligo – è elegante tanto quanto una giornalista repubblicana che approfitta dei favori di Palazzo per fare una vita da principessa, pardon da regina. Una repubblicana che crede in Sua Maestà? Qui gatta ci cova o forse non ci cova affatto: anche ai marxisti-leninisti piace il potere! E cosa dire del signor presidente che si atteggia a sovrano senza possedere le caratteristiche per cingere la corona? Uno pseudo-sovrano ovverosia il signor presidente che stringe la mano a un falso sovrano ovverosia il burattino è veramente una scena patetica degna della più severa bocciatura. Falsità, ipocrisia, menzogna, inattendibilità, insincerità è quanto si è letto sui visi malati dell’indecente combriccola che vive alle spalle dei lavoratori. E che cosa dire della volgarità dell’interprete pronta a fare qualunque cosa per un momento di notorietà? Non poteva poi mancare lo scambio dei regali. L’evento è stato qualcosa di fantastico: personaggi biechi – visto il periodo natalizio – si scambiano doni benché non credano in Cristo. A casa loro per Natale – come vuole la pietosa tradizione panteistica – si pianta un albero e lo si addobba con le palline e qualche lucina. Il Presepio discrimina! Bravi, continuate così! Al momento opportuno qualcuno vi presenterà un conto salatissimo. Le due marionette spagnole finalmente tornano da dove sono venute e… vissero tutti felici e contenti.