Le batterie contraeree palestinesi tornano a tuonare contro gli assalti aerei israeliani. Seguitano a lanciare razzi contro il nemico sempre più potente e ancóra pesantemente aggressivo. In realtà nella Striscia di Gaza e dintorni non è mai stata posta in essere una vera e propria tregua in quanto tutti – chi più e chi meno – hanno continuato a sparare. Lo spionaggio anglo-statunitense ha continuato a operare senza sosta e il disastro verificatosi in Siria ne è una lucida dimostrazione. La Siria funge peraltro da campo di allenamento per entrambe le agenzie spionistiche, quella russa e quella britannico-statunitense. Di più, non è da escludere che sul territorio siriano vi siano militari, paramilitari e combattenti in generale di diverse nazionalità quali israeliani, libanesi, sauditi, egiziani, forse iracheni e forse addirittura afghani ma la lista sarebbe ancóra estremamente lunga. Tutti i Paesi che si contendono o che hanno interessi in Medio Oriente hanno avamposti nello Stato di Damasco specialmente nella regione occidentale tuttavia anche il confine orientale con l’Iraq è una sòrta di polveriera momentaneamente in pausa. Per intanto Hamas procede imperterrito della difesa dei suoi territorii, Damasco è una pietra rovente, il Libano è in subbuglio con Hezbollah che vigila come una sentinella forsennata e l’Egitto – forse per tradizione storica – si presenta in tutta la sua ambiguità.