Una giovine donna di ventiquattro anni viene trovata – da una squadra di agenti di Testudo Arietata – appesa per i pollici in un rudere di Managua. Quando gli uomini di Testudo Arietata giungono sul luogo della vergogna la donna è ancóra viva ma in uno stato fisico e psicologico davvero penoso. Occorre segnalare che la sfortunata ventiquattrenne è pure in stato interessante il che aggrava ulteriormente le sue condizioni. La squadra di Testudo Arietata però agisce con tempestività liberando la donna da quella condizione odiosa. La vittima lamenta dei dolori ai polsi e alle braccia, dolori – sentiti i pareri dei medici di Testudo Arietata – facilmente guaribili in tempi relativamente brevi. Questa modalità di tortura rassomiglia a quella che i puritani d’Inghilterra infliggevano ai cattolici ai tempi della rivoluzione puritana. Testudo Arietata sconfigge un’altra volta la barbarie e porta in trionfo la giustizia.