La potente Albione perde quattro droni nei cieli del basso Mar Rosso. I paramilitari yemeniti seguitano nella difesa del loro spazio aereo e del loro territorio in generale. È del tutto evidente che non soltanto Israele ma anche l’intera coalizione occidentale intende allargare il conflitto mediorientale sino l’estremità meridionale della penisola arabica peraltro già casa sicura degli occidentali. Di fatto i signori di Mons spadroneggiano dalla Turchia sino allo Yemen e dall’Egitto – roccaforte britannica – sino all’inesistente Iraq. Per intanto le bombe seguitano a cadere qui e là su tutta la giurisdizione yemenita e pare che all’Organizzazione delle Nazioni Unite vada bene così. Il Sudan e la Libia sono per il momento fuori dal conflitto che infuria in Medio Oriente, ciononostante nei summenzionati Paesi la situazione politico-militare non è certamente rosea. Il mare di Mosè è una lingua di fuoco ma gli Alleati insistono nelle offensive. Di fatto il Mar Rosso è un immenso lago controllato in lungo e in largo da Washington.