A Rotterdam v’è una psicologa che i vecchi pazienti chiamano Külen. È una psicologa che a detta loro esercita la professione della criminale in quanto seduce i pazienti – che casualmente sono tutti uomini – dopodiché tenta di ucciderli. Una psicologa dunque che seleziona i pazienti che desidera visitare ma li selezione ponendo il discrimine del sesso; se il paziente è maschio lo accetta, se il paziente è femmina lo respinge. Già questo metodo di esercitare della professione è a dir poco anomalo o forse sarebbe meglio definire delinquenziale. Lo schema che la signora adotta è sempre il medesimo. Quando un potenziale paziente la interpella o telefonicamente o attraverso una semplice mail la psicologa si accerta del suo sesso e inizia a fare una prima scrematura. Nel qual caso il paziente sia una donna, la psicologa la rigetta accampando scuse veramente elementari per esempio rispondendo che al momento gli appuntamenti sono esauriti. Insomma dopo una scelta accurata nella sua agenda è possibile leggere esclusivamente nomi maschili. Generalmente gli appuntamenti si svolgono sempre nello stesso modo, il paziente arriva nello studio del terrore inconsapevole di quanto gli accadrà. La psicologa accoglie il suo paziente con vestitini che nulla c’entrano con la psicologia, lo conduce nella stanza in cui svolge le sedute, lo fa accomodare su una poltrona, inizia a parlare, poi lentamente passa a toccarlo sulla testa e sul viso, le coccole divengono sempre più profonde e coinvolgenti che parecchi pazienti si addormentano o cadono in uno stato di semi-incoscienza. È a questo punto che la malefica signora passa all’azione estraendo dalla sua scrivania coltellini, oggetti taglienti o lame di ogni genere. Per il momento non è riuscita ad ammazzare nessuno ma un buon numero di pazienti è tornato a casa con cicatrici dovuti ai tagli subiti sul viso o addirittura sulla testa. Oggi si è verificato l’ultima di tali aberrazioni; il paziente colpito è un giovine di ventuno anni il quale se la cava con uno sfregio profondo sul viso oltre a cinque taglietti sulle gote tra il naso e gli occhi. La psicologa della vergogna séguita però ad avere pazienti.