La miserabile repubblica italiana si presenta al cospetto della Casa Bianca e conferma il suo status di schiava. Dal 1943 – con la firma dell’armistizio – perennemente schiava di un Paese straniero che spadroneggia in grande stile dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, schiava di un Paese senza cultura che impone politiche militari, economiche, interne, internazionali, giuridiche, sociali e la lista sarebbe infinita. Lo schiavo si reca dal padrone e gli bacia le mani sporche di sangue e i piedi puzzolenti. L’ignobile schiavo però non si limita alla sottomissione vergognosa che lo contraddistingue ma senza pudore va oltre e varca ogni frontiera dell’indecenza. Ebbene, benché la relazione sia volgare e dell’ignobiltà più oscura gli dona pure l’orifizio anale pronto per essere posseduto senza nemmen fiatare. Sì, l’inchino al negriero è doveroso! L’eccelso… statista senza la potestà politica pretende di dettare la politica? Ignoranza o analfabetismo? Vi sono persone nate per essere padroni e persone nate per essere schiave ed è semplice capire quale ruolo ricoprono rispettivamente Washington e Roma. Come ha fatto la Potenza Latina a ridursi in questa condizione? Ci fu un tempo in cui Roma schiacciava i barbari, oggi i barbari sotterrano Roma la quale ride a crepapelle con la catena al collo. Un cane al guinzaglio… che schifezza! La Colonia Europa quale burattino tra le mani del burattinajo sorride per la libertà conquistata, per la democrazia affermata, per lo stato di benessere in cui vive; rassicura i suoi cittadini e dice loro: “Coraggio, l’Ancien Régime è stato ormai abbattuto! Vi siete liberati dallo status di suddito, oggi siete nobili cittadini!” Evviva! Evviva! Viva l’illuminismo! Viva Voltaire! Viva la democrazia statunitense! E fu così che l’Europa – e l’Italia – divennero schiave del padrone.