Washington stende un bellissimo tappeto rosso in onore della schiava che giura fedeltà al padrone. La schiava non è altro che la repubblica italiana, una repubblica partorita con la truffa di un referendum farsa. Ma la schiava è sempre la schiava dunque va rispettata, va onorata e soprattutto va venerata. Mai si era vista prima d’ora una quantità immane d’incenso in onore del nulla più assoluto. Da quando il colonizzatore incensa il colonizzato? Ma le trombe squillano a festa, i tappeti rossi di dilungano per chilometri, l’incenso infiamma i turiboli – strano per un protestante – l’enfasi retorica spacca le telecamere, i megafoni dànno forma a una voce stentorea che prorompe da chissà quale orifizio, i vessilli garriscono al vento e lo schiavismo è perfettamente posto in essere. L’infamia trionfa, la propaganda vince e il tripudio definisce in modo inequivocabile l’identità della schiava: la repubblica italiana.