Testudo Arietata è di scena a Tripoli dove si oppone a una forma assai subdola di migrazione clandestina. Ebbene, gli agenti impiegati nella capitale libica scovano duecentouno contratti di lavoro falsi destinati a uomini africani che avrebbero dovuto raggiungere l’Italia clandestinamente dopodiché la loro posizione sarebbe stata legalizzata dalla presenza del contratto stesso. I contratti di cui sopra – sottoscritti da aziende europee non italiane ma aventi filiali in Italia – avrebbero posto i clandestini al riparo da ogni azione sanzionatoria; un contratto di lavoro regolarizza automaticamente la posizione burocratico-giuridica di chiunque. Evidentemente i contratti fasulli sarebbero serviti solo per rendere legale una presenza clandestina sul suolo italiano in quanto nella realtà per i nuovi lavoratori “clandestini” vi sarebbe stata una misera paga di pochi euro al mese. Ma i duecentouno contratti di lavoro in questione sono andati in fumo perché gli uomini di Testudo Arietata a cui è stata affidata l’operazione li hanno bruciati.