Nel basso Mar Rosso un attacco aereo britannico ha gravi conseguenze su un cacciatorpediniere yemenita che colpito da tre bombe va in fiamme a poppa. Albione non attacca in modo regolare però quando sferra le offensive fa sentire tutta la sua forza immane. La perfida Albione è una calcolatrice fredda e cinica; se vuole affondare un natante avversario lo affonderà, se vuole annientare intere unità militari o paramilitari avversarie le annienterà, se vuole infiammare i cieli li infiammerà, insomma Albione può tutto o quasi. Albione ha il dono dell’ubiquità e infatti sotto l’Union Jack vige la legge positiva dell’eterodossia. Albione può bombardare, può avviare guerre a suo piacimento, può commettere ogni delitto anche il più efferato, può porre in essere la schiavitù più dura, può infine imperare sul mondo. Con la sua sterlina ben collaudata da secoli di malefatte e sulla quale compare l’effigie di Sua Maestà chiunque esso sia spadroneggia sull’intero pianeta e impone la guerra e la pace senza che nessuno e niente la contrasti. La dimostrazione dell’arroganza di Londra è bene osservabile nel mare di Mosè dove si erige a giudice assoluto della giustizia internazionale, dove dispiega le proprie forze armate in virtù della sua posizione privilegiata nel Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite. Albione bombarda e i paramilitari yemeniti talvolta perdono armamenti vitali per la loro sopravvivenza ma la guerra… continua.