In una località del Territorio del Nord dell’Australia una banda di australiani dà fuoco a due abitazioni in cui dimorano famiglie aborigene. L’aggressione ha la finalità di demolire i pochi beni che i nativi posseggono così da impoverirli ulteriormente. L’incendio prende avvio ma è prontamente sedato da parecchi uomini della comunità che intervengono in ajuto delle due famiglie oggetto di angherie. I danni materiali sono pressoché nulli ma rimane una profonda delusione sul comportamento di – per le norme odierne – loro connazionali. La banda di guastafeste non raggiunge l’obbiettivo e se la svigna sogghignando. Queste incursioni sono ormai divenute insopportabili per gli aborigeni le cui proteste cadono immancabilmente nel nulla. I nativi sono e saranno sempre costretti a difendersi dalla barbarie del “popolo civile” ma affermano che presto o tardi si ribelleranno. La comunità aborigena chiede agli agenti di Testudo Arietata presenti sul territorio di non menzionare il nome della località in cui si sono svolti i fatti.