A Bangkok la testa di un uomo va in fiamme. L’episodio viene registrato nel negozio di un barbiere dove una signorina che vi lavora arreca un danno permanente a un cliente. Il detto cliente – peraltro un turista di nazionalità greca – durante il trattamento avverte un forte caldo alla testa e all’improvviso nota le fiamme dell’inferno devastare i suoi capelli. La situazione è drammatica e nessuno sa che pesci pigliare; una collega della piromane riempie alla bell’e meglio un secchiello con acqua e passa all’azione. Lancia l’acqua sulla testa ormai pelata e in parte carbonizzata del povero turista greco e salva il salvabile. Sì, il pover’uomo è sano e salvo però dovrà dire addio alla sua chioma. I capelli infatti non gli ricresceranno mai più, rimarrà calvo a vita. Ma v’è qualcosa di ancor peggiore in questa grottesca vicenda: la vittima non potrà neppure tentare il trapianto in quanto il cuojo capelluto è talmente danneggiato che non è possibile fare altrimenti. Il turista greco ormai desolato giura di non tornare mai più in Thailandia.