A circa una cinquantina di chilometri a sud dell’oasi di Cufra in Cirenaica cinque migranti sudanesi giacciono morti al suolo. Sui loro corpi in putrefazione si notano fori da arma da fuoco. I viaggi della morte continuano senza sosta e la Libia in generale si riconferma quale grande cimitero dei migranti. Un cimitero sinistro e lugubre in quanto dopo una morte vergognosa il migrante aspetta la putrefazione sotto il sole cocente che infiamma il Sahara. I cadaveri dei miseri migranti rassomigliano così a larve immonde degne della civiltà più tribale. Qui e là per il deserto africano si osservano cumuli di vera e propria immondizia; ebbene, sono solo corpi umani in tutta la loro vergogna.