A Minneapolis v’è un caso d’infibulazione. La vittima della barbarie è una ragazzina di undici anni nata negli Stati Uniti da genitori statunitensi. Il padre e la madre della undicenne frequentano di tanto in tanto raduni di testimoni di Geova anche se non sono esattamente devoti a questa famigerata divinità tuttavia è interessante segnalare la questione. Occorre inoltre osservare che il cristianesimo vieta le mutilazioni sia maschili che femminili pertanto quest’atto è ascrivibile alla barbarie eterodossa che senza dubbio sta prendendo il sopravvento anche nel cosiddetto Occidente. La civiltà cristiana millenaria continua a essere risucchiata nel baratro della bestialità più schifosa ma, riguardo all’infibulazione, non si sentono proteste pubbliche come avviene invece per pseudo-problemi idioti quali il razzismo che è un’astrazione creata appositamente per nascondere le nefandezze più fumose che disturbano la società statunitense e non solo. È forse più grave un insulto di una mutilazione peraltro effettuata in una parte del corpo femminile così delicata? Si tace perché fa comodo tacere, si tace perché si desidera creare una civiltà sterile così da giungere allo sterminio finale della stirpe umana. Dove sono le grandi associazioni che sventolano la cosiddetta parità di genere? Dove sono le grandiose associazioni che predicano i diritti per tutti? Mentre i cialtroni vomitano parole in libertà negli Stati Uniti – maestri di civiltà – si amputa.