Prima c’era Bisanzio, poi Costantinopoli e ora Istanbul. Prima c’era la grande storia, ora la misera politica che baruffa per una guerra voluta dal cosiddetto Occidente. Sulle rive del Bosforo si gioca a battaglia navale ma già si comprende quale sarà la flotta che affonderà. I vessilli della NATO marceranno invitti sulle tombe di Kiev e calpesteranno i cadaveri ucraini. La marcia della vittoria non ha ancóra avuto fine e finirà soltanto quando l’Ucraina sarà interamente sterminata. L’aggressore invisibile dell’ovest guerreggia per sé stesso e annienta ogni metro quadrato di territorio ucraino; le fiamme divampano e l’Ucraina lentamente si trasforma in cenere. Nemmeno tutta l’acqua del Mar Nero potrebbe sedare l’ignominia pirica innescata scientemente da Washington. Tuttavia nella moderna Istanbul si parla e si dialoga, si discetta e si discute, ci si stringe la mano e si scatta qualche fotografia per immortale il nobile evento. Se Costantinopoli era la Seconda Roma allora Istanbul pensa di essere la Terza Roma! La Terza Roma? Ma quest’appellativo non era riservato a Mosca? Testudo Arietata crede fermamente che a Istanbul vi siano politicanti di quint’ordine che non conoscono né la geografia né la storia però in compenso parlano inglese!