I nuovi ugonotti sono una sòrta di loggia-setta che trova ispirazione in Giovanni Calvino noto eretico cinquecentesco nato nella Francia settentrionale. La detta loggia-setta non è giuridicamente costituita bensì è un’associazione de facto che opera però attivamente non solo in Francia – Paese in cui ha avuto origine – ma pressoché in tutta Europa e nell’America settentrionale ovverosia negli Stati Uniti e nel Canada. Nell’America Latina e in Africa è pressoché assente, in Asia è completamente assente, in Oceania v’è qualche esponente soprattutto in Australia e in numero più limitato in Nuova Zelanda. Essendo un’associazione de facto e non de jure opera a tutti gli effetti come una loggia massonica rimanendo nell’ambiguità e nell’oscurità. Il cervello dei nuovi ugonotti sta – per ovvie ragioni – in Francia ma tramite una rete comunque bene organizzata sfodera la sua forza in parecchi Stati del mondo. Evidentemente attecchisce maggiormente nei Paesi in cui v’è già una percentuale rilevante di protestanti e occorre osservare che il numero degli adepti è in lieve crescita soprattutto in Europa, in misura minore in Canada e in misura ancor più ristretta negli Stati Uniti. Occorre altresì notare che nella prima metà del Cinquecento proprio nella città di Strasburgo – oggigiorno ubicata in Francia e sede del Parlamento europeo – iniziarono a giungere eretici di ogni genere che cominciarono a predicare le nuove pseudo-religioni eterodosse affacciatesi sulla scena politica dell’Europa di quel tempo. Anche il Calvino girovagò per l’area geografica identificabile oggigiorno con la Francia e la Svizzera predicando il nuovo pensiero ormai completamente staccato dal Cristianesimo, un pensiero violento in netto contrasto con la Dottrina che – in linea con tutto il filone protestante – creò enormi problemi di carattere filosofico-spirituale nell’esistenza dell’uomo. La pericolosità del calvinismo sta nel fatto che lo stesso non è classificabile quale religione in quanto manca di ogni elemento di trascendenza; è dunque possibile affermare con decisione che un calvinista non è un cristiano. La pericolosità del calvinismo sta esattamente nel fatto che non è riconducibile a una legge naturale bensì a una legge umana ovverosia poggia su leggi create dall’uomo stesso per soddisfare ogni suo desiderio. Nel calvinismo l’uomo si trasforma in Dio e pretende di decidere ogni relazione che sussiste tra le parti del Creato. Nel calvinismo l’uomo è creatore del diritto e detiene il potere decisionale assoluto – usando un concetto caro alla massoneria – quale Ente Supremo. La perversione dell’ideologia calvinista è bene osservabile nei cosiddetti cinque punti del calvinismo ovverosia la depravazione totale, l’elezione incondizionata, la redenzione limitata, la grazia irresistibile e la perseveranza dei santi. Secondo il calvinismo l’uomo dopo la caduta rimarrebbe perennemente corrotto e solo un intervento di Dio lo potrebbe salvare: questo è il concetto della depravazione totale in netto contrasto con la Dottrina rettamente intesa che afferma l’esatto opposto in quanto l’uomo può salvarsi anche attraverso le opere. Il concetto della depravazione totale introduce nella vita umana un’alta dose di violenza in quanto un non intervento di Dio castigherebbe l’uomo a vita, castigo che renderebbe l’uomo stesso oltremodo violento perché già segnato al suo destino. L’elezione incondizionata invece poggia sul binomio superiorità-inferiorità ovverosia è Dio che sceglie a chi concedere la grazia della salvezza. Questo punto rappresenta un’assurdità dottrinale in quanto introduce il concetto di fortuna ossia un uomo si salverà o sarà costretto alla dannazione eterna solo per un puro capriccio di Dio che sceglierà sulla base di criteri personali non specificati violando così il principio di eguaglianza cattolicamente inteso. La redenzione limitata legata direttamente all’elezione incondizionata introduce un tasso di violenza oltremisura elevato in quanto secondo il calvinismo Dio la riserverebbe esclusivamente a coloro a cui ha concesso il dono della grazia della salvezza. La grazia irresistibile – anch’essa una pseudo-dottrina priva di ogni fondamento dottrinalmente valido – afferma che Dio applica soltanto agli eletti la grazia della salvezza il che presuppone il concetto di predestinazione tipico dell’ideologia calvinista in netta antitesi con l’impianto sacramentale della Dottrina Cattolica dunque in etto contrasto diretto con Cristo fondatore della Chiesa Cattolica e della Dottrina stessa e dei Sacramenti. Infine, la perseveranza dei santi è una pseudo-dottrina dal fumoso significato, talmente fumoso che la Chiesa Romana la respinge in toto senza nemmeno perdervi tempo nel ragionamento. Stante i cinque punti del calvinismo si può evincere come la violenza sia insita in questa eresia, quella stessa violenza che oggigiorno i nuovi ugonotti praticano così come prescritto dai dettami del loro credo.