Oggigiorno v’è una continua e approfondita ricerca della definizione di “Statista” e di conseguenza la ricerca di uomini che possano essere definiti tali. L’enciclopedia Treccani dà la seguente definizione di Statista: uomo, donna di Stato; persona che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell’arte di governare uno Stato. Ora, se volessimo applicare la definizione di Statista all’Italia è necessario osservare che la storia della stessa si divide in due parti: la prima parte compresa tra il 1861 – anno dell’Unità d’Italia – e il 1946 – anno della caduta della Monarchia Sabauda; la seconda parte compresa tra il 1946 – anno della nascita della Repubblica – e l’attualità. Questa suddivisione è estremamente importante per comprendere il significato più profondo e più nobile del termine “Statista”. In epoca monarchica lo Statista aveva forme ben definite conseguenti all’intelajatura istituzionale dello Stato: in una Monarchia – anche costituzionale com’era quella sabauda – lo Statista era intrinsecamente definito; in una democrazia repubblicana fondata sull’anarchia di stampo giacobino lo Statista cessa di esistere automaticamente in quanto non sussistendo più lo Stato lo Statista decade. Anche le Monarchie parlamentari – per esempio quella spagnola – si comportano come democrazie repubblicane poiché fondate sui medesimi schemi giacobini usciti dalla rivoluzione francese, il Sovrano – in questa tipologia d’istituzione – non è altro che l’equivalente di un presidente di una repubblica democratica eccezion fatta per il carattere di ereditarietà che la stessa Monarchia contempla. Ora, da qui è logico e naturale comprendere che nell’Italia repubblicana ovverosia in quello Stato nato nel 1946 non è possibile individuare Statisti in quanto Stato a carattere fortemente giacobin-repubblicano, in quanto Stato fondato sui principii socialisti in opposizione all’istituto monarchico e dunque allo Statista stesso. Nel Regno d’Italia ovverosia dentro quell’entità politica che vive tra il 1861 e il 1946 proprio per le caratteristiche insite nell’istituzione monarchica – anche se costituzionale e non più assoluta – è possibile individuare uomini che a diverso titolo possono essere considerati e definiti a tutti gli effetti Statisti. Riportiamo – per chiarezza – qualche esempio di Statista del Regno d’Italia. Sono Statisti: Camillo Benso Conte di Cavour, Agostino Depretis, Francesco Crispi, Giovanni Giolitti, Antonio Salandra, Benito Mussolini. Ma – ripetiamo – in epoca repubblicana non è possibile individuare un uomo che possa fregiarsi di questo titolo.