A Nuova York i rapper afroamericani continuano a seminare pànico. Le loro canzoni – se così si possono definire – cariche di violenza becera sono l’esatta fotografia della loro immagine malsana: bestemmie, parolacce, frasi irripetibili, minacce di morte e tanto altro occupano il primo posto nei testi dei signori rapper. I testi violenti però trovano una concretizzazione nella vita di tutti i giorni durante la quale il ferito o il morto per mano di un rapper non può mancare. Oggi è accaduto esattamente questo ossia un’aggressione in piena regola; un gruppetto composto da cinque “musicisti del nulla” uccidono un uomo quarantenne a colpi di spranga di ferro. Lo spettacolo increscioso avviene senza alcuna ragione ma solo per il gusto di pestare una persona. Peraltro, tre dei cinque delinquenti sono pure minorenni: l’evento è molto grave.