Una storia incredibile ha luogo in un negozio di parrucchiere di Parigi. Il detto negozio vanta parecchi clienti sia uomini che donne e anche il personale è composto da uomini e donne. Un cliente nuovo entra nel negozio e attende il suo turno seduto su una sedia a pochi metri dalle postazioni di lavoro. Quando è il momento viene invitato a sedersi su una poltrona. Il taglio ha inizio nella massima professionalità da parte del parrucchiere e nella cortesia normale che intercorre tra esercente e cliente. Trascorsi pochi minuti dall’inizio del taglio il cliente comincia a canticchiare a bassa voce la famosa canzoncina: “Crapa pelada l’ha fa’ i turtei”. Il parrucchiere che conosce vagamente il dialetto con cui il cliente canticchia la canzoncina s’inalbera e dopo qualche insulto comincia a sferrare colpi di rasojo sul viso del povero cliente. Il maldestro parrucchiere si giustifica dicendo di avere compreso brutti insulti contro la sua persona. Peraltro, il manesco parrucchiere è pure completamente calvo e l’espressione “crapa pelada” a sua detta lo ha offeso in quanto un insulto grave secondo lo stesso. Il cliente – di nazionalità italiana – con il viso ridotto piuttosto male e pieno di piccole ferite causate dalle rasojate che il parrucchiere gli ha inferto giura di non tornare mai più né in quell’esercizio né a Parigi né in Francia. Prima di uscire dal negozio afferra alcune boccette di profumo e le lancia contro uno specchio che si trova all’interno dello stesso esercizio.