Diciotto migranti galleggiano senza vita nel Mediterraneo al largo delle coste cirenaiche di Bengasi. Non si capisce chi debba recuperare i cadaveri dei deportati. Lo spettacolo immondo è degno della civiltà schiavistica creata dalla bassa politica in combutta con l’alta finanza. Nel sistema giuridico odierno la deportazione è legale e infatti orde di deportati sbarcano con una frequenza impressionante sulle coste italiane ormai ridotte a bivacchi indecenti nella migliore delle ipotesi e a tendopoli malsane nei casi più estremi. La deportazione continua imperterrita, l’Europa affonda nella cloaca più sudicia, i deportati séguitano a morire e i politicanti ingaggiati dai finanzieri si arricchiscono come nababbi.