Due agenti dello spionaggio statunitense sono costretti ad abbandonare Sana’a perché scoperti da spie iraniane che spalleggiano gli Huthi. I pericoli che correrebbero se restassero nello Yemen sarebbero troppo grandi. L’odio che l’Occidente e gli Stati Uniti in primis hanno continuato ad alimentare nello Stato asiatico si sta rivelando un’arma contro essi stessi. A Sana’a sono attive squadre speciali di paramilitari incaricate della ricerca e – nel caso – dell’esecuzione di uomini appartenenti ad agenzie spionistiche di Paesi occidentali.