A Pittsburgh due testimoni di Geova aggrediscono marito e moglie musulmani. L’aggressione è dovuta a cause religiose e uno dei due criminali afferma che non sopportava di vedere la donna musulmana con il velo e quindi è passato all’azione. La colpa invece dell’uomo islamico sta nel fatto – sempre secondo i due delinquenti – di essere il marito di una donna che indossa il velo dunque passibile di una punizione esemplare. I due musulmani subiscono parecchi schiaffoni e l’uomo subisce pure una serie di pugni; la donna con il viso violaceo e suo marito con gli occhi tumefatti non reagiscono e desolati prendono la via di casa. L’orrendo episodio non è altro che l’ennesimo di una lunga sequenza di violenze a sfondo religioso che puntualmente si verificano in questa o in quella città statunitense. I testimoni di Geova in questione giustificano la loro azione con una scusa oggettivamente inascoltabile e cioè: “Abbiamo aggredito la coppia musulmana perché la donna indossava il velo”. Sono forse necessarii altri commenti per questa brutta storia?