A Rio de Janeiro due tredicenni e un dodicenne sono vittime della violenza femminista. L’assassina affetta da squilibrio mentale ha giustificato l’uccisione dei tre ragazzini – realizzata peraltro con colpi di machete – accampando una scusa veramente schifosa. Siccome i giovincelli stavano vivendo la fase della pubertà allora – secondo la femminista – era corretto ammazzarli affinché in futuro non potessero procreare. Dopodiché la volgare omicida inizia un ignobile elogio della sterilità pronunziando espressioni indicibili e affermando che le femministe castreranno tutti i maschi e stermineranno la specie umana. Non è difficile capire che questi pensieri peraltro esplicitati chiaramente sono un’istigazione a commettere crimini contro l’umanità. La femminista ammazza tre ragazzini e come se non bastasse incensa lo sterminio.