Una formazione di stampo fondamentalista composta da quattro testimoni di Geova irrompe in casa di una famiglia (padre, madre e due figlie) appartenente alla comunità della chiesa ortodossa bulgara. Sfondano la porta d’ingresso e iniziano a spaccare tutto quanto trovano all’interno dell’abitazione. Durante l’assalto sfregiano alcune immagini sacre che la famiglia aveva in casa. Uno dei criminali si dirige verso la piccola libreria presente nel soggiorno e tra tutti i libri lì presenti afferra proprio la Bibbia e le dà fuoco. Tre dei quattro delinquenti si recano verso la zona notte dell’abitazione e tentano di appiccare un incendio nella camera matrimoniale ma l’intervento tempestivo di due nipoti della coppia chiamati dalla figlia minore riuscita nel frattempo a scappare dalla porta della cucina evita il peggio. I due nipoti Nikolay e Georgi rispettivamente di ventisei e ventiquattro anni intervengono con bastoni e a colpi di legnate feriscono gravemente i malavitosi. Uno dei quattro testimoni di Geova è addirittura in fin di vita talmente sono state forti le bastonate che ha ricevuto. La famiglia vittima di quest’attacco evidentemente di matrice religiosa ha manifestato profonda preoccupazione per l’accaduto sostenendo che quanto è successo loro è la conseguenza di una sfrenata propaganda anticristiana. I danni materiali subiti dalla famiglia ortodossa sono stati gravi però limitati e cioè una Bibbia bruciata e qualche sfregio su alcune immagini sacre ma rimane il timore per probabili altri attacchi violenti di questa natura. Va inoltre segnalato che i testimoni di Geova residenti in Bulgaria provano un odio oggettivamente profondo nei confronti dei fedeli ortodossi che vivono come di loro consuetudine seguendo i dettami del cristianesimo. Occorre altresì ricordare che questi millenaristi prepotenti e arroganti non sono nuovi a questi assalti vergognosi. Questo è quanto succede a Sofia.