Una grande offensiva di Tel Aviv tenta di travolgere Beirut. In direzione della capitale libanese Israele lancia oltre duecento droni che le batterie contraeree di Hezbollah annientano in cielo. Le difese dei paramilitari libanesi sono sottoposte a una intensa e continua sollecitazione, ciononostante l’organizzazione musulmana conduce la guerra correttamente sia da un punto di vista tattico che da un punto di vista strategico. Il contatto diretto con Teheran non può che essere di giovamento per Hezbollah che vede nella forza iraniana una guida bellica perfetta, una sorella maggiore risoluta e coscienziosa. Lo sforzo militare che Hezbollah sta sostenendo è di gran lunga maggiore di quello sostenuto da Israele ma l’eroismo dei libanesi non si misura talmente è immane. Beirut rimane sempre con gli occhi aperti perché consapevole che le offensive che giungono da sud seguiteranno a ripetersi. Israele insiste con spallate violente, ciononostante gli uomini di Testudo Arietata che seguono il conflitto da vicino credono che Tel Aviv non riuscirà a dilagare né in Libano né altrove.