Tra Tel Aviv ed Hezbollah è guerra aperta. La prima sferra attacchi crudi e violenti contro l’organizzazione paramilitare libanese che risponde per le rime e senza farsi intimorire. Centinaja di droni e razzi volano da Israele al Libano e viceversa. La confusione è totale e non mancano le vittime. Cadaveri al di qua e al di là del confine che separa i due Paesi sono lo spettacolo indecoroso restituito dalle ostilità alimentate in continuazione dalle becere diplomazie di Washington, Londra, Parigi, Berlino, Bruxelles, Tel Aviv. Insomma il fior fiore dell’élite del male lavora affinché la catastrofe non abbia mai fine. Le risorse belliche dello Stato giudaico sembrano essere inesauribili; velivoli, mezzi corazzati, armi leggere, bombe, razzi, missili, natanti, tritolo e artiglieria di ogni sòrta giganteggiano sul Medio Oriente. Hezbollah corre ai ripari appoggiata dall’immenso leone dell’Islam ma occorre ammettere che la coalizione guidata dall’onnipresente Washington è fortissima. Le operazioni militari in voga in queste ultime ore stanno mietendo vite umane in larga misura civili ma lo stillicidio di bombe non si ferma anzi aumenta d’intensità.