Hezbollah respinge un attacco missilistico israeliano. Le forze paramilitari libanesi lasciano partire un razzo che incrocia il missile nemico e lo distrugge in cielo. Israele va su tutte le furie ed Hezbollah gioisce ma la guerra è ancóra lunga e nessuno canta vittoria. L’irruenza di Tel Aviv ha davanti a sé la forza immane della spiritualità musulmana che si traduce in incorporeità guerresca. Per lo Stato giudaico la battaglia sarà dura: l’ebraismo non poggia su dettami dottrinali così profondi come quelli su cui si fonda l’islam. Il soldato islamico combatte per la fede, quello israelita per il denaro. Il soldato islamico pugna per Dio, quello israelita per la negazione di Dio.