Lo zio Fester di Monza circola ancóra e senza vergogna per le strade d’Europa. Malgrado il suo infame capoccia sia ormai cenere immonda lui continua a leccargli i piedi e altre parti del corpo. Dalla sua testa calva sprizza liquame puzzolente e dalla sua sudicia bocca schizza saliva davvero sconcia. Era il braccio destro del suo padrone, lo venerava in cambio di miliardi di lire prima e di milioni di euro dopo. Insomma era inquadrato nella banda di ladri al cui vertice v’era l’orsacchiotto amico della faccia da biliardo. Quest’ultimo morì nella miseria, l’orsacchiotto morì nel letame, chissà come morirà il sedicente uomo senza i capelli! Mafioso, tirapiedi di un mafioso e amico dei mafiosi… un curriculum veramente invidiabile. Che cos’altro si sa del verme pelato? Odia la città di Marsiglia e disprezza pure Monaco di Baviera.