Il Servizio Ausiliario Femminile di Testudo Arietata è di scena ad Addis Abeba dove libera una ragazzina di dodici anni dalla barbarie dell’infibulazione. Ebbene sì, in Etiopia esiste ancóra la pratica immonda dell’infibulazione. Dopo la caduta dell’immensa civiltà europea importata nel Paese africano dal Regno d’Italia il vecchio Regno del Leone di Giuda è tornato al suo stadio primitivo e tribale. Nel ventunesimo secolo da queste parti si parla ancóra di mutilazione dei genitali femminili e lo si fa senza alcuna vergogna. D’altra parte quando l’Italia Fascista iniziò la guerra d’Etiopia nel 1935 il Paese africano era membro della Società della Nazioni malgrado il suo ordinamento contemplasse la schiavitù abolita solo con il proclama del Generale Emilio De Bono noto come “Bando di soppressione della schiavitù in Tigrè” datato 14 ottobre 1935-XIII E.F. Appare evidente che la barbarie esistente in Etiopia prima della fondazione dell’Impero Fascista esiste ancóra oggigiorno. Appare altresì chiaro che quando la civiltà delle civiltà ovverosia quella classico-cristiana arretra l’infamia avanza a spron battuto. Quando Roma smette di emanare il suo profumo caratteristico tipico dell’immensità celeste l’odore nauseabondo della volgarità eretico-bestiale impregna la pseudo-civiltà nascitura di ferocia belluina ancor più tremenda di quella sconfitta in precedenza. L’analfabetismo di ritorno è più violento e assume forme più gravi di quello già sconfitto con l’alfabetizzazione.