A Khartum Testudo Arietata assiste allo scandalo più infimo. Ebbene, quattro agenti del Servizio Ausiliario Femminile sono costrette ad agire per liberare una signora sessantasettenne dalle catene dell’infibulazione. Ora, posto che l’infibulazione è condannabile da ogni punto vista, in questo caso l’aberrazione è forse ancor peggiore perché la donna sudanese vi è stata sottoposta l’anno scorso ovverosia quando aveva sessantasei anni. Ripetiamo che la detta pratica è una barbarie senza scusanti ma nell’infibulare una signora sessantasejenne v’è veramente qualcosa che va oltre ogni limite. Le agenti del S.A.F. di Testudo Arietata intervenute in difesa della povera donna africana non credono ai loro occhi considerata la vergogna che si trovano dinanzi ciononostante – ligie al loro dovere – liberano i genitali della donna. Chissà quale mente malata ha pensato d’infibulare una signora anziana! È la vergogna delle vergogne.