Due ex funzionarii dei servizii segreti statunitensi sbarcano a Helsinki. Probabilmente l’evento è collegato alla guerra russo-ucraina. Gli Stati Uniti continuano a monitorare il confine euro-russo ma il Cremlino mai attaccherà l’Europa in quanto non esistono ragioni perché debba farlo. Washington parla di fantasie belliche o fantasie politiche ma nel condurre questa miserabile operazione propagandistica non fa altro che inasprire le tensioni con Mosca la quale ha ribadito più volte e a chiare lettere la non volontà di esportare la guerra fuori dai confini ucraini e la non volontà di gettare in subbuglio l’Europa. Bruxelles – tanto quanto Washington – esaspera l’odio nei confronti di Mosca e anziché procedere con gli alfieri della diplomazia procede con politiche scellerate che stenderanno l’Europa, un’Europa già di suo debole, non autorevole, senza Statisti rettamente intesi, con un’economia in uno stato oggettivamente penoso. La piccola Europa odierna a tutto rassomiglia fuorché al vecchio Impero Romano; d’altra parte la Russia odierna benché lungi dall’essere il vecchio Impero Zarista è comunque una formazione intrinsecamente imperiale. La domanda – evidentemente retorica – che ognuno dovrebbe porsi è dunque la seguente: chi rimarrà in piedi nella competizione che vede opposte Unione europea e Federazione Russa? Il non impero o l’Impero?