La Cisgiordania diviene territorio sempre più americanizzato. I servizii segreti statunitensi impiantano una base nella città di Ramallah. Il Quartier Generale della CIA in Terra Santa – a parer di Testudo Arietata – rimane comunque Betlemme principalmente per due ragioni. In primis perché in quanto città natale di Cristo gode di una protezione “giuridica e spirituale” speciale e i servizii segreti in quanto tali necessitano di una corsia preferenziale affinché possano agire. Occorre ricordare che le agenzie spionistiche – in particolar modo quella statunitense – agiscono generalmente nell’illegalità. Hanno un potere così immenso che possono surclassare qualsivoglia magistratura. Possono intraprendere azioni senza chiedere l’autorizzazione a nessuna autorità. Agiscono nella segretezza: chi li può scoprire? Betlemme garantisce loro una copertura politica straordinaria. In secondo luogo Betlemme gode di uno status politico migliore di quello di Ramallah in quanto quest’ultima è la capitale de facto della Palestina. In una condizione catastrofica come quella in cui versa la Terra Santa nessun’agenzia spionistica penserebbe mai di collocare una sua base in una città così importante perlomeno dal punto di vista istituzionale. Testudo Arietata ricorda che le basi della CIA in Afghanistan, in Pakistan, nello Yemen e in altre regioni dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina sono ubicate nei luoghi più impensabili: nelle catapecchie delle baraccopoli, in costruzioni fatiscenti, in luoghi sperduti nelle foreste, in scantinati umidi e insalubri e talvolta anche nelle fogne di qualche città.