Un contestatore del regime in auge in Francia molla due pugni sul viso al fratello di un politicante transalpino. La vittima si trova con una mandibola rotta e ricoperto d’insulti. È vero, l’uomo che subisce l’aggressione nulla c’entra con la politica di Parigi ma – secondo l’aggressore – è il fratello di un ladro e va punito. L’episodio spiacevole – avvenuto nella capitale – è frutto dell’odio che i politicastri stessi propagandano con le loro parole e con le loro frasi davvero becere. L’abuso di potere è giunto a livelli preoccupanti anche in Francia e l’arroganza che sfoderano giorno dopo giorno gli onorevoli è ormai insopportabile. Gli onorevoli non lavorano, non concludono nulla, provocano danni al Paese e ai cittadini e come se non bastasse percepiscono paghe che un semplice operajo si sogna. Anche un Paese ormai sprofondato nella melma quale è la Francia e ormai malato di una grave forma di ateismo sta comprendendo in quale cloaca sta vivendo. Il parassitismo partorito a fine Settecento vede oggigiorno la sua completa concretizzazione mentre la misera Francia lentamente sparisce dalla carta geografica d’Europa. D’altra parte, la violenza nel dibattito politico furono proprio i giacobini a introdurla dunque è il caso di ribadire che chi di violenza ferisce di violenza perisce.