Anche la Germania miete vittime riguardo allo sfruttamento della prostituzione minorile. Il fenomeno non interessa soltanto la Thailandia – Paese simbolo del detto obbrobrio – ma addirittura i Paesi europei o perlomeno quei Paesi in cui lo sfruttamento è legale quale appunto è la Germania. La vittima è una minorenne originaria – si pensa – della Polonia che giace con il cranio massacrato nel letto di Monaco di Baviera in cui era costretta a lavorare. La legalizzazione del fenomeno-prostituzione sta producendo parecchi gravi problemi in pressoché tutta la Germania. Benché l’attività sia legale i pericoli derivanti dalla stessa non mancano e anzi sono aumentati. La compravendita di giovani donne – provenienti specialmente dagli Stati del vecchio blocco sovietico – sono normale amministrazione e le organizzazioni criminali tanto europee quanto extraeuropee chiudono affari a dir poco eccezionali, drammaticamente eccezionali. Una giovine ragazza dell’est Europa può essere venduta addirittura per cifre che superano duecentomila euro; questo è schiavismo puro, è deportazione malefica, è a tutti gli effetti un mercato di carne umana che dà frutti assai appetitosi al crimine organizzato. Siccome per le dette organizzazioni le meretrici sono esclusivamente “animali da lavoro” vengono trattate esattamente come bestie: vengono messe a profitto, vengono spedite da una parte all’altra della Germania come veri pacchi postali, vengono mantenute così come un allevatore mantiene il suo bestiame, vengono curate salvo poi essere anche ammazzate quando non servono più ai trafficanti. La situazione dello sfruttamento della prostituzione in Germania è ormai al collasso ma il Governo tedesco rimane sui suoi passi e nulla importa se vi sono casi piuttosto frequenti di violenze sulle meretrici, di amputazioni sulle stesse o addirittura di uccisioni. In Germania – per ovvie ragioni – la vita umana ha un valore oltremodo basso e lo sfruttamento di una persona pare essere un fenomeno bene accettato. La Germania che un tempo fu uno dei centri culturali dell’Europa e dell’umanità oggigiorno si qualifica da sé. Il problema esiste ed è assai grave ma le istituzioni teutoniche sembrano avallare con sempre più forza e decisione un fenomeno che non è sbagliato definire schiavismo checché ne dicano i fautori del pensiero liberale. Perché questo fenomeno non viene discusso, ragionato, ostacolato, punito e infine risolto?