Due uomini affiliati alla massoneria del Rito scozzese incontrano a Piacenza la signora Zuzana (omissis) meglio nota con il soprannome di Cully. I tre personaggi discutono di una certa attuazione di un programma che consisterebbe nell’imporre la sodomia e l’omosessualità femminile presso bambini di età compresa tra tre e dieci anni. Il detto programma è destinato alla zona della Svizzera italiana che già presenta parecchie criticità – come del resto tutta la Confederazione Elvetica – in materia. È bene ricordare che in Svizzera – in quanto Paese pressoché protestante – vigono già concetti – portati all’estremo – quali la liceità dell’omicidio in ogni forma, la liceità dello sfruttamento della prostituzione minorile, la liceità di fatto dello spaccio di sostanze stupefacenti e altre aberrazioni simili. In questa confusione totale non è difficile per le menti malefiche del pensiero liberale inserire anche la liceità dell’omosessualità sia maschile che femminile e di conseguenza la sodomia. Ricordiamo ai nostri lettori di buona volontà che il passo tra sodomia e pedofilia è velocissimo o meglio istantaneo. Testudo Arietata non si stanca di ribadire la propria preoccupazione per quanto sta accadendo in Svizzera ma anche in Europa riguardo alla diffusione dei due problemi citati che possiamo sintetizzare in pedo-sodomia.