La provincia di Torino conta attualmente circa mille-milleduecento meretrici cinesi la maggior parte delle quali opera nel capoluogo. Occorre segnalare che la prostituzione cinese torinese e quella milanese sono strettamente legate l’una all’altra vista anche la vicinanza delle due città e la conseguente facilità di movimento da un centro all’altro. Occorre altresì ricordare che generalmente la prostituzione cinese di Milano alimenta quella di Torino in quanto le meretrici in arrivo dalla Cina sbarcano pressoché tutte nel capoluogo lombardo e solo in un secondo momento vengono destinate in Piemonte. Può capitare anche il contrario e cioè che le prostitute in arrivo dalla Cina sbarchino dapprima a Torino e successivamente vengano destinate a Milano ma questo secondo caso si verifica davvero molto raramente e in occasioni particolari. Le condizioni di vita delle dette meretrici sono pressoché simili sia a Torino che a Milano ma è bene segnalare che gli agenti di Testudo Arietata di stanza nel capoluogo piemontese hanno scovato ben tredici prostitute cinesi vivere in meno di vénti metri quadrati e “lavorare” in circa una decina di metri quadrati avvicendandosi. La stanza di lavoro addirittura suddivisa in quattro parti così che ogni cliente di ogni meretrice possa godere in una riservatezza è il varo scandalo della questione in quanto sul luogo di lavoro vi possono essere contemporaneamente otto persone – quattro clienti e quattro prostitute – in circa dieci metri quadrati.