Lo scudo spaziale di Teheran risponde in modo ottimo all’assalto israeliano. Tel Aviv lancia una serie infinita di missili verso la capitale iraniana ma ne passano circa una decina che vanno a impattare su costruzioni. Si contano circa trenta feriti ma è sconosciuto il numero di morti. Intanto le offensive israeliane continuano e Teheran séguita a impostare controffensive per annullare gli attacchi di Tel Aviv in primis e in secondo luogo lascia partire razzi diretti verso le città d’Israele. Da Washington i padroni del mondo straparlano e pronunciano frasi estremamente pericolose nei confronti dell’Iran mentre l’Occidente nel suo complesso pronunzia con disinvoltura e tranquillità la parola “guerra” riferita a un conflitto contro il Paese islamico. I soloni del cosiddetto G7 pontificano: sembra che parlino di pace ma preparano la guerra, sostengono il diritto alla difesa d’Israele ma condannano le controffensive dell’Iran. Tutti parlano – rigorosamente in inglese il che fa comprendere quale aria tira in Canada – ma raccontano le solite corbellerie pseudo-politiche impostando il giochino di sempre ovverosia del cattivo che attacca il buono, dell’Islam che desidera annientare il giudaismo, di una teocrazia che vuole eliminare un Paese liberal-democratico. La solita filastrocca di sempre prende vita e la recita dinanzi alle telecamere di regime è uno spettacolo oggettivamente grottesco. Le parole d’ordine dei politicastri del G7 sono le medesime da parecchi anni a questa parte. I signori onorevoli parlano esclusivamente al condizionale in quanto non sanno usare l’imperativo. Perbacco, l’imperativo non è democratico! La democrazia sempre e comunque! La democrazia prima di tutto! Al tavolo del G7 siede pure la Francia e se il signor Presidente si accorgesse dell’assenza della democrazia comincerebbe a rimettere in funzione le ghigliottine! La sapienza politica partorita dal G7 è davvero ineffabile!