Anche la stazione di Milano Porta Garibaldi è un luogo in cui la malavita prospera. Piccoli furti, scippi e talvolta qualche rissa sono ormai normale amministrazione, ciononostante non si vedono interventi incisivi da parte del cosiddetto Stato. Nella metropoli italiana la situazione è talmente degenerata che si può anche assistere a un migrante che sotto l’effetto di sostanze stupefacenti passeggia in mezzo alla gente esibendo con tono minaccioso un coltello da macellajo. L’orribile vicenda avviene come già ribadito fuori dalla stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi ma nei dintorni della stazione di Milano Centrale la situazione è di gran lunga più preoccupante. Insomma, in città vi sono zone – anche piuttosto estese – in cui comanda tutta la malavita possibile immaginabile e lo Stato è ridotto al nulla più assoluto. Drogati, bande di latinos che circolano armate in grande stile, spacciatori più o meno famosi che dominano il territorio, personaggi squallidi che circolano con la siringa in mano… questa è la Milano del ventunesimo secolo, una città equiparabile senza smentita alle peggiori città del Terzo Mondo.