La contestazione alle olimpiadi si trasforma in un lancio di sterco d’asino contro persone ignare di quanto sta accadendo. I vili protagonisti del lancio di escrementi sono quattro ragazzi e una ragazza, tutti con uno spinello in bocca. Personaggi oggettivamente ambigui con problemi di tossicodipendenza che continuano a esplicitare la loro folle violenza senza neppure una valida motivazione. Lo sterco bestiale colpisce sul viso una giovine signora che sta camminando mano nella mano con la sua piccola figlia. Il colpo di sterco che la donna riceve sul viso è talmente violento che la stessa cade in terra come un sacco di patate trascinando con sé la bambina che cade addosso al corpo della madre. Questa non è maleducazione bensì una vera azione schifosa oltre che delinquenziale. Ora, com’è possibile che a un gruppo di persone venga in mente di raccogliere dello sterco d’asino, recarsi in piazza e lanciare quella schifezza contro il primo che passa nei dintorni? È evidente che la criminalità ha varcato ogni limite della nefandezza ciononostante i criminali continuano nelle loro azioni scandalose come se nulla fosse successo. E le forze dell’ordine che cosa fanno? L’anarchia è giunta a un punto di non ritorno e il disordine dilaga come in una favela. Per intanto i delinquenti si nascondono dietro alla corbelleria del diritto alla manifestazione del pensiero e del diritto alla contestazione; nulla di tutto questo è giustificabile. Questa è uso sistematico della violenza, questo è l’uso della violenza come stile di vita… ma i violenti come al solito non vengono puniti, vengono anzi osannati e presi ad esempio. Di chi è la colpa di tutto questo? Della politica stracciona che avalla comportamenti criminosi. Quando nelle istituzioni vi sono esponenti dell’alta criminalità nazionale o europea il risultato non può essere che quello appena descritto. Milano intanto séguita a scivolare nelle cloache più immonde tra i sorrisi di questo o quel politicante e gli applausi di qualche becero giornalista.