I poveri calabresi si sono recati alle urne senza nemmen sapere che per loro non cambierà mai nulla. L’ignoranza galoppa e i politicanti di qualunque schieramento essi siano si fregano le mani per il lauto stipendio che il popolo regalo loro mediante elezioni oggettivamente ridicole. Oggi la vittima sono i calabresi ma domani la vittima saranno gli abitanti di un’altra regione. Il centro-destra e il centro-sinistra ridono uniti e sbeffeggiano il popolino che li ha votati. Che cosa potrà mai cambiare in Calabria? Vedremo se i calabresi da ora in avanti inizieranno a navigare nell’oro o continueranno a sguazzare nel liquame, vedremo se la terra di Calabria rifiorirà oppure se continuerà a marcire sotto l’oppressione della ‘ndrangheta o picciotteria che dir si voglia, vedremo se la Calabria diverrà un polo industriale o un polo di tecnologia di livello mondiale o se sarà costretta a rimanere una terra di nessuno equiparabile a tutti gli effetti a talune regioni dell’Africa rimaste oggettivamente a civiltà in auge Avanti Cristo. Il popoletto regala il voto ai politicanti che lo chiedono, questi acquisiscono per diritto stipendi d’oro ma l’anzidetto popoletto non migliora di una virgola il proprio status che seguiterà a rimanere quello di un pezzente. Il pezzente ajuta il privilegiato ad arricchirsi sempre di più e il privilegiato infama, ingiuria, diffama e offende colui che lo ha posto su una poltrona dorata. In tutta questa storia v’è un mistero e cioè perché un pezzente ovverosia l’elettore gode nel vedere il suo beniamino nuotare nell’oro e non si accorge invece che la propria posizione nella scala sociale rimane tale e quale prima e dopo le elezioni a prescindere di chiunque sia il vincitore e lo sconfitto. Le persone più sane sono coloro che si sono astenute, forse hanno compreso il lurido giochino delle elezioni che tende a creare due classi ben staccate tra loro che sono in una posizione di antagonismo l’una rispetto all’altra. Qualcuno può forse pensare che a un politicante ben saldo sulla sua poltrona possano interessare i problemi della disoccupazione, della criminalità, del lavoro che dilaniano l’Italia o in questo caso la Calabria? Qualcuno lo può pensare seriamente? Dal 1946 – anno di nascita della Repubblica Italiana – nulla è cambiato e nulla cambierà perché oggigiorno non esistono ideali, non esistono eroi, non esistono politici, non esistono Statisti, non esiste la politica, non esistono profondi conoscitori dell’alta politica più raffinata, non esiste un modello politico ma esistono solo frasi fatte e slogan vomitevoli degni del peggiore analfabetismo politico, esiste solo l’arroganza del diritto di parola e l’irresponsabilità istituzionale insita nelle istituzioni stesse.