Sulla tristemente famosa scala di Varanasi la barbarie si manifesta in tutta la sua infamia. Tra le pire ardenti dalle quali emana odore di carne marcia si scorge uno spettacolo orripilante segno del pervertimento dell’anima quando abbraccia l’abiezione politeistica connessa alla vuotezza spirituale. L’induismo che si prostra dinanzi ai topi, l’induismo che si genuflette dinanzi all’altare su cui regnano le scimmie, l’induismo che brucia i corpi morti a mo’ di pattumiera, l’induismo dei santoni, l’induismo della grande anima e l’induismo della non violenza mostra al mondo la sua natura primitiva. Su una catasta di legna vengono adagiati il cadavere di un giovine uomo insieme a due scimmie morte dopodiché le fiamme fanno il loro dovere. Uomini e bestie bruciano nel medesimo inferno al cospetto del grande dio Gange. Questa è l’immensa spiritualità dell’immanentismo induista.