A Tripoli qualche giustiziere ignoto dà fuoco a un piccolo magazzino in cui è stoccata della droga. Nello specifico vanno in fumo circa centotrenta chilogrammi di cocaina. In fondo il giustiziere che ha agito nell’ombra ha concretizzato un atto buono. La distruzione di qualsivoglia sostanza stupefacente è sempre un atto buono. Testudo Arietata si complimenta con chi ha compiuto l’eccelsa azione benché non ne conosca l’identità.