Nella cerimonia d’apertura delle olimpiadi parigine ha sfilato la misera politica in luogo dello sport, in luogo di uno sport ormai morto e imprigionato nelle ganasce del politicamente corretto. Qual piazza migliore della città che a fine Settecento tagliava la testa agli avversarii della rivoluzione compresi i Reali legittima autorità di Francia? I governanti odierni – esaltati – come se fossero condottieri alla guida dei loro popoli posano sulla passerella per qualche fotografia e per qualche attimo di celebrità. D’altro canto gli atleti insigniti dell’enorme responsabilità di ostentare la propria bandiera nazionale non sono da meno. Ebbene, costoro sono pure in una posizione peggiore in quanto veicolano forse inconsapevolmente messaggi aberranti e schifosi messi a punto dalla grande massoneria mondiale con la finalità di distruggere la civiltà. Troppi colori sventolano sulla Senna, troppe musiche tribali s’odono per le vie di Parigi, troppi sincretismi s’insinuano nelle menti dei cosiddetti esseri umani o esseri bestiali. L’immensa parata massonica ha avuto luogo e l’olimpiade non è altro che lo spettacolo infame della confusione che affligge l’umanità odierna. L’olimpiade è il caos mutato in bestialità.