Le violenze a sfondo religioso che dilagano in territorio francese sono sempre più frequenti. Da fine Settecento i transalpini vengono educati all’odio. Nelle scuole s’insegna l’inimicizia, il relativismo, la soppressione, s’insegna addirittura la liceità dell’omicidio e altre aberrazioni spaventose. S’insegna la bestialità, si predica l’anticristo, s’inculcano ai bambini – anche molto piccoli – principii a dir poco immondi relativi alla sessualità. In non poche scuole si è iniziato a insegnare il panteismo, l’eguaglianza tra uomo e bestia, l’eguaglianza tra uomo e vegetale. Questa confusione tipica del pensiero anarco-socialista crea nelle persone una carica violenta senza precedenti e l’odio nei confronti dei cattolici – ma anche nei confronti dei fedeli del cristianesimo orientale – esplode come una bomba. In tutte le città francesi, nessuna esclusa, si registrano fenomeni di violenza legati alla religione. Occorre chiarire che gli attacchi religiosi di cui sopra non arrivano dai musulmani che risiedono in Francia i quali sono essi stessi vittime dell’intolleranza giacobina. I fomentatori dell’odio sono invece personaggi affiliati a chiesuole protestanti di ogni genere. La Francia odierna può essere paragonata senza pericolo di smentita alla Francia delle guerre di religione. A quel tempo gli aggressori erano i protestanti e le vittime i cattolici; oggigiorno i carnefici continuano a essere i protestanti ma le vittime sono oltre ai cattolici anche i musulmani. E proprio un musulmano a Marsiglia viene ucciso con trentasette pugnalate alla schiena da un eretico.