Trentadue palestinesi sono fucilati a Rafah. Vengono obbligati a dare la schiena al plotone di esecuzione dopodiché ha avvio il massacro. In un batter d’occhio le vittime cadono a terra esanimi tra la soddisfazione e le risate dei carnefici israeliani. Il crimine di guerra è compiuto ma la Comunità Internazionale tace, anzi avalla.