In Sudafrica esiste ancóra l’apartheid. La politica della segregazione razziale è ancóra in auge e bisogna ammettere che la violenza con cui si esplicita è qualcosa di allarmante. Alla questione dell’intolleranza razziale si aggiunge però anche l’intolleranza religiosa. I gruppi che si affrontano quotidianamente in una guerriglia devastante sono da una parte i neri di fede metodista, dall’altra i bianchi di fede cattolica. La prima fazione – in termini numerici – surclassa la seconda pertanto possiede tutte le caratteristiche per sopraffarla che è quanto successo a Pretoria dove un nero metodista taglia un orecchio a una bianco cattolico. Il problema in questa vicenda non concerne solo il colore della pelle bensì anche la fede professata dai due protagonisti. L’apartheid che si può ben vedere oggigiorno in Sudafrica è di gran lunga peggiore di quello in auge nel Novecento a causa della nuova componente introdotta ossia quella religiosa. Oggi a un uomo viene tagliato un orecchio ma domani che cosa potrà capitare? È bene ricordare che il metodismo è una deviazione dell’anglicanesimo e l’anglicanesimo è una forma di protestantesimo. È facile comprendere dunque l’immensa carica di violenza insita in una dottrina – o presunta tale – avente un grado di eterodossia così elevato.