I soloni della Francia giacobina seguitano a intensificare l’odio nei confronti della Federazione Russa. Affermazioni tendenziose emblema di una politica stracciona emanano dai palazzi istituzionali transalpini. D’altra parte la violenza degli amici di Voltaire è nota al mondo intiero. La Francia della fratellanza e dell’eguaglianza celebra processi sommarii e scrive sentenze di condanna per accontentare sé stessa e i signori che dominano incontrastati da Bruxelles. Il servilismo di Parigi nei confronti del padrone è qualcosa di penoso; il tiranno desidera la guerra? Parigi partirà per la guerra, il tiranno ordina di fomentare l’odio? Parigi fomenterà l’odio, il tiranno vuole lo sterminio dell’avversario? Parigi sterminerà l’avversario. Un’autonomia politica davvero sensazionale! I pezzenti affiliati alla consorteria belga spingono l’Europa nel baratro e la Francia quale inventore del cosiddetto Stato di diritto comanda pietosamente la corazzata che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – annientare la Terza Roma. E se fosse la piccola Parigi a essere rasa al suolo? L’arte politico-diplomatica non è cosa per insignificanti banchieri laureati in filosofia che nulla conoscono dell’analisi matematica. In realtà costoro non conoscono neppure la logica. Com’è possibile? Hanno studiato filosofia negli immensi atenei francesi mondi da ogni peccato!