La grande città che ospita parecchie istituzioni dell’Unione Europea è maestra di vera tolleranza. Un giovine prete ortodosso è rinvenuto morto e con i piedi amputati. Le mani gli sono state risparmiate perché l’assassino le ha utilizzate per appendervi una corona del rosario. La blasfemia non ha limiti nemmeno in Belgio. Ma Bruxelles non doveva essere il simbolo della libertà, dell’uguaglianza, della fratellanza retaggio della grande rivoluzione liberal-giacobina? Beh, in fondo l’autore dell’omicidio ha pensato bene di adagiare – e non di gettare – il corpo del povero sacerdote ai lati di un vicolo poco trafficato. Una delicatezza davvero commovente!